martedì, 30 giugno 2009
andate su: www.antefatto.it  da cui è tratto questo post, per aiutare a far nascere un quotidiano libero con MARCO TRAVAGLIO...
...mi ricorda un pò la storia de: "la Voce" di Indro Montanelli...
Ci siamo. Il conto alla rovescia è cominciato. A settembre, finalmente,
avremo un giornale nuovo,
libero,
tutto nostro e tutto vostro.
Un  giornale eccentrico,
rispetto agli altri:
"il Fatto Quotidiano"
Un fatto nuovo. Perché?

1. Perché racconterà i fatti, fin dalla sua testata. Darà le notizie, le analisi e i commenti che gli altri non danno, o nascondono. Parlerà dei temi che gli altri ignorano.

2. Perché non avrà padroni: la società editoriale è composta da alcuni piccoli soci, compresi noi giornalisti, che partecipano con quote equivalenti a un progetto comune: un quotidiano fatto solo per i suoi lettori. Senza vincoli né sudditanze ai poteri forti, politici, finanziari e industriali, che usano i giornali per i loro interessi.

3. Perché non chiederà né avrà finanziamenti pubblici concessi da questo o quel partito.

4. Perché nascerà solo se avrà dei lettori interessati ad acquistarlo, e a leggerlo. Nel paese dei giornali senza lettori, mantenuti in vita dai contribuenti, anche e soprattutto da quelli che non li comprerebbero mai, noi faremo il nostro giornale soltanto se avremo un numero di lettori sufficiente per mantenerlo in vita.

Per questo vi chiediamo di abbonarvi subito:
il prezzo della nostra libertà di informare e del vostro diritto di essere informati dipende dal numero di copie che i lettori acquisteranno in edicola, ma soprattutto dagli abbonamenti che raccoglieremo prima di partire.
Più abbonamenti, più libertà.

Il Fatto Quotidiano avrà 16 pagine, tutte a colori. Uscirà sei giorni a settimana al costo di 1.20 €, tranne il lunedì. Sarà un giornale di carta e un giornale web. Sarà diretto da Antonio Padellaro. Avrà una redazione di giovani agguerriti. Si avvarrà di un gruppo di firme, di inviati di punta e di autori satirici che hanno condiviso con noi la lunga battaglia contro il regime berlusconiano, senza sconti per un’opposizione troppo spesso complice.

Trovate qui tutte le indicazioni per abbonarvi e diventare subito soci fondatori del nostro giornale (ricevendolo per posta, scaricandolo in rete dopo la mezzanotte).

Vi terremo aggiornati, di settimana in settimana, sulle prenotazioni raccolte. Sarà dura, ma tutti insieme ce la faremo.
Dipende da tutti voi,
anzi da tutti noi.

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categoria:iniziative, antimafia, articoli personali, da giornali e siti
lunedì, 29 giugno 2009
Munnezzopoli non è solo lerciume.
Esiste una festa antica di 1700 anni, che le TV nazionali snobbano, proponendo feste popolari di altre città, invece di riproporre vecchi polpettoni televisivi potrebbero contribuire a diffondere cultura e tradizione.
Ma questa non ha nulla da invidiare in quanto a contenuti storici ed a folklore. Vissuta con intensità e passione dal popolo di tutte le estrazioni sociali.
GigliNola
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categoria:articoli personali, da giornali e siti
venerdì, 26 giugno 2009
tratto da: www.federicovalerio.splinder.com
Chi nano-impolvera meno?

Il Politecnico di Milano ha recentemente presentato il suo studio in cui sono state misurate le nanopolveri emesse da tre inceneritori italiani ( Brescia, Milano e Bologna) e diversi impianti termici alimentati a pellet, gasolio e metano.


Le conclusioni, a mio avviso, sono che è molto meglio teleriscaldarsi con impianti a metano. Infatti nei fumi di una caldaia a metano (100-150 Kwatt)  senza alcun trattamento fumi, escono meno di 4500 nanoparticelle per centimetro cubo di fumi, mentre nei tre inceneritori nostrani , dopo quel popò di trattamento fumi che costa uno sproposito e produce un bel pò di rifiuti tossici, si va da 4.000 a 70.000 nanoparticelle per centrimetro cubo.


Se poi oltre che al numero si considera la composizione chimica di queste nanoparticelle e la loro  potenziale pericolosità, non ho dubbi che il metano abbia la meglio,  in quanto nei fumi di  un combustibile gassoso come il metano la presenza di nanoparticelle metalliche, le più pericolose in quanto indistruttibili, deve essere intrinsecamente più bassa delle nano-particelle sputate fuori da un "termovalorizzatore" dove si brucia, letteralmente,  di tutto.

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domenica, 21 giugno 2009

A cinisello Balsamo durante un comizio dello psiconano ci sono state delle contestazioni prontamente sedate dagli squadristi fascisti di servizio, pardon, sedati dalla polizia di stato    GUARDA    . Guardate il video su you tube.

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mercoledì, 10 giugno 2009

Dopo l'ennesima sola elettorale, Io non mi arrendo.

Nonostante i fatti siano sotto gli occhi di tutti, lo psiconano continua a prendere voti a camionate. Noi di sinistra non abbiamo più rappresentanti nelle istituzioni, dopo la scomparsa della sinistra dal parlamento italiano, siamo scomparsi anche da quello europeo. Anche se abbiamo avuto una rinascita in termini di voti,  grazie alla legge vergogna dello sbarramento al 4%, voluta dal duopolio PDL E PD meno L, siamo fuori lo stesso. Gli italiani se ne fregano se poi i due più grossi partiti disertano le aule di Bruxelles ben oltre il 50% delle volte, mentre i piccoli partiti nazionali hanno oltre l'80% delle presenze.

Gli italiani fondano la loro opinione politica in base ai polpettoni propinati dai lacchè della TV  RAISET.

L'opposizione è affidata al solo Tonino nazionale che di contro ha la sua demenza NUCLEARE, pertanto di speranze non ce ne sono.

Nonostante tutto non arrendiamoci, resistiamo sulle barricate della cultura contro il pressapochismo che imperversa intorno a noi.

HASTA LA DELUSIONE SIEMPRE

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domenica, 31 maggio 2009

TIEN A MENT (RICORDA)

DICIAMO A NAPOLI

tratto da: www.repubblica.it

Nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1989 i carri armati attaccarono i giovani
che da settimane occupavano la piazza chiedendo una svolta democratica

Tienanmen venti anni dopo
Le ali spezzate del sogno cinese

Il potere era parso al collasso: era stata proclamata la legge marziale ma la protesta continuava
Alla fine prevalse l'ala conservatrice e Deng Xiaoping diede l'ordine. I morti furono centinaia
di SANDRO VIOLA


Tienanmen venti anni dopo Le ali spezzate del sogno cinese

La foto più celebre della protesta di piazza Tenanmen: un ragazzo solo e disarmato sfida i carri armati

Nella notte tra il 20 e il 21 maggio 1989 la Trentottesima armata ebbe l'ordine di marciare verso il centro di Pechino. Ma oltrepassate le periferie, quando già s'avvicinavano al centro, i convogli dell'esercito si trovarono davanti un muro di folla. Sin dall'alba, tutte le strade che portano al viale della Pace celeste e alla piazza Tienanmen erano infatti ostruite da decine di migliaia di manifestanti che innalzavano striscioni e cartelli di protesta contro il governo e il Partito comunista. I blindati e i camion militari s'erano quindi dovuti arrestare, e i soldati ne erano discesi alla ricerca dei pochi ritagli d'ombra dove ripararsi dal gran caldo. Così, attorno alle dieci del mattino, l'atmosfera era ormai quella caotica, sfiduciata, d'un 8 settembre.

La truppa seduta sui marciapiedi, gli ufficiali ai telefoni per chiedere ordini che non arrivavano, la catena di comando dell'Esercito popolare cinese (che all'epoca contava due milioni e mezzo di uomini) evidentemente saltata.
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categoria:da giornali e siti
martedì, 26 maggio 2009

logonuovo

Numeri Utili

975.000 famiglie (2.427.000 persone) in Italia sono in condizioni di povertà assoluta (minimo 910 euro, massimo 1248 euro a disposizione con almeno tre componenti)

Tra i 230 e i 250 miliardi di euro si valuta l’ammontare dell’evasione fiscale pari ad 1/3 del Pil italiano, per un ammontare equivalente a 10 finanziarie

L’Italia ha la spesa sociale tra le più basse d`Europa (25,5% del Pil contro la media europea del 26,7%)

I lavoratori e le lavoratrici italiane vengono retribuiti il 20% in meno rispetto alla media europea

Il 10% delle famiglie più ricche in Italia detiene il 50% della ricchezza nazionale

1.500.000 i disoccupati in Italia nel 2008

sono almeno 400.000 i lavoratori che in Italia solo dall’inizio del 2009 hanno perso il lavoro;

2,5 milioni i disoccupati previsti entro il 2010

2.467 euro in Italia la perdita del potere d`acquisto delle retribuzioni dei lavoratori tra il 2002 e il 2008

Circa 1300 omicidi bianchi (morti sul lavoro) ogni anno

Zero gli imprenditori in carcere per essersi resi responsabili direttamente o indirettamente di incidenti sul lavoro

Solo il 46% dielle donne in Italia riesce ad avere un impiego (siamo all’ultimo posto in Europa)

6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel  corso della vita

5 milioni di donne vittime di violenza sessuale (23,7%). Il 69,7% degli stupri è opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei

Appena il 7,5% delle donne denuncia la violenza che subisce dentro le mura di casa

6.5 miliardi di dollari è il patrimonio familiare della famiglia Berlusconi (stima per il 2009)

Circa 35 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti in Italia ogni anno

Solo 700 mila tonnellate destinate al riciclo

Quasi il 30% delle emissioni di Co2 (il maggior responsabile dell’effetto serra) viene prodotto in Europa dal trasporto su strada

500 milioni di tonnellate circa di Co2 prodotti solo dall’Italia

Solo l`1,65% delle merci è trasportato su rotaia in Italia

37% delle famiglie italiane sono raggiunte dalla banda larga

11 milioni di famiglie in Italia non hanno un pc

Nella Comunità Europea i cittadini di età compresa tra i 25 e i 34 anni laureati rappresentano il 30%.  In Italia la media scende al 19%. Per la fascia di età compresa tra i 35 e i 44 anni scende ulteriormente al 14%, mentre per quella dai 45 ai 64 anni scende al 10%

Il 21% dei giovani in Italia tra i 18 e i 24 anni aveva solo un diploma di scuola inferiore (2006)

150 i titoli che in Italia vengono pubblicati ogni giorno

Sono 24 milioni gli italiani che hanno letto almeno un libro in tutto il 2007 (44% della popolazione)
Le donne leggono più degli uomini: quasi il 50% contro il 37% degli uomini

Sono 940.000 in Italia gli alloggi rimanenti di quella che era l’edilizia pubblica (ex IACP). Di questi solo 768.000 in locazione. In Francia gli alloggi pubblici sono 3,9 milioni. In Inghilterra tra gestioni comunali Housin Associations sono 4,9 milioni

Più di 500.000 mila le coppie di fatto in Italia

Meno di 100 in Italia i comuni che hanno istituito un registro delle unioni civili

Solo il 14% delle domande agli asili nidi comunali vengono accettate nelle grandi città

La spesa statale per l’istruzione è di 52 miliardi di euro pari al 4,7 del Pil nazionale. La media OCSE di spesa per l’istruzione è di 5,4%

L`1,6% della spesa pubblica totale italiana viene destinata all’istruzione universitaria a fronte di una media europea del 2,8% e di una media Ocse del 3%

8.026 dollari è quanto lo Stato italiano spende per ogni studente universitario, a fronte di una media Ocse pari a 11.512 dollari

1,1% del Pil in Italia viene destinato alla ricerca e sviluppo a fronte di una media europea del 2% e una media Ocse del 2,5%

Sono almeno 535 milioni di euro i finanziamenti che lo Stato italiano destina alle scuole private

4.732 milioni di Euro i costi stimati ufficialmente per la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina

8 miliardi di euro sono andati in aiuti alle banche con il Tremonti bond

Zero sono stati i direttori delle banche rimossi per aver speculato nei subprime

Sono 4.520 euro di media la pensione sociale pagate in Italia per 775.501 italiani. Circa 376,6 euro al mese

10 mila pensioni all’anno per più di 50 mila euro di media ognuna eroga l`INPS per i dirgenti d`azienda

3,5 miliardi di euro il passivo del fondo per le pensioni dei dirigenti d’azienda che è stato messo a bilancio dell’INPS

10 mila euro annui di pensione è la media percepita dai lavoratori dipendenti

Il 53% delle donne in Italia percepiscono una pensione

Il 56% delle erogazioni pensionistiche vengono percepite da uomini

Tra il 20% e il 30% è quanto prendono in meno di stipendio le donne rispetto gli uomini svolgendo le stesse mansioni lavotrative

Sono circa 1,5 milioni i voti necessari per portare in Europa le ragioni dei lavoratori e delle lavoratrici, di chi è precario, dei pensionati, delle donne e uomini che non vogliono più pagare la crisi del capitale

 

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giovedì, 21 maggio 2009
tratto da: www.federicovalerio.splinder.com
Trattamenti meccanico-biologici crescono

Chi ama gli inceneritori da addosso ai Trattamenti Meccanico Biologici (TMB) affermando che per legge gli scarti biostabilizzati non possono essere stoccati per l'elevato potere calorifico che obbliga al loro incenerimento.
Da parte sua, l'ala più intransigente di  "Rifiuti-zero" avversa questa tecnologia, in quanto il materiale in uscita da questi impianti può essere utilizzato come combustibile da rifiuto (CDR).

Il rapporto 2008 del centro di Ispra sulla gestione dei rifiuti dedica molto spazio a TMB, in forte sviluppo e ci documenta che nel 2007 una decina di milioni di tonnellate di Materiali Post Consumo (MPC) è passato attraverso questi impianti che ricordo hanno il compito principale di degradare biologicamente la frazione organica fermentabile ( quella che puzza, tanto per capirci) che viene trasformata in anidride carbonica, acqua e metano grazie all'attività di svariati tipi di microorganismi.

Dai dati forniti dal 71% degli impianti TMB operativi in Italia apprendiamo che  nel 2007,   6 milioni di tonnellate di residui  inertizzati e sanificati ( batteri patogeni assenti) sono usciti da questi impianti in cui erano entrati circa 9 milioni di tonnellate di MPC.
Il destino finale di questi scarti è stato il sequente: 54,5% in discarica, 5% per coperture discarica, 2,4% metalli recuperati, 13,8 % in inceneritori, 1,6% in CDR utilizzato in cementifici e centrali a carbone. Nella restante parte ( 20.7%) ci sono anche 1 milione di tonnellate di ecoballe campane che, dopo essere uscite dagli impianti TMB di questa regione ( a detta di tutti gestiti malissimo) sono in attesa di sistemazione finale ( il rapporto afferma che lo "smaltimento finale  è costituito perlopiù dalla discarica").

Quindi non è affatto vero che i residui di lavorazione di TMB non possono essere messi in discarica e come si vede l'uso come combustibile è alquanto limitato ed ulteriormente riducibile e forse azzerabile se scarti cellulosi e plastiche miste, che opportuni sistemi meccanici possono separare, troveranno usi alternativi alla combustione, più utili e meno impattanti dal punto di vista ambientale e sanitario.

Ricordo comunque che in discarica gli scarti di TMB sono più sicuri delle loro eventuali ceneri e che, rispetto alle quantità in ingresso agli impianti (TMB e inceneritori) il volume degli scarti in uscita da questi due impianti, dopo opportuni trattamenti,  non è molto diverso.

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categoria:iniziative, da giornali e siti
lunedì, 11 maggio 2009
Siete vergognosi, voi e tutti gli italiani ignoranti che vi hanno votato
VERGOGNA!!!
Si riducono le spese ai ricchi e si ruba dalle tasche degli italiani
che lavorano, il tutto per far guadagnare ricchi e preti.
L'8 per mille datelo allo stato o ad altre confessioni che
lo usano solo per beneficenza e non per scopi religiosi.
tratto da: www.repubblica.it
Tre mozioni - Pdl, Udc, Idv - con toni e cifre diverse chiedono più soldi
per le paritarie nella prossima Finanziaria. Mentre allle statali si tolgono 8 miliardi

I tagli alla scuola? Sì, se è pubblica
La Camera: più fondi alle private

di SALVO INTRAVAIA


I tagli alla scuola? Sì, se è pubblica La Camera: più fondi alle private
Più soldi alle paritarie. Mentre l'Esecutivo taglia 8 miliardi (e 134 mila posti in tre anni) alla scuola pubblica il Parlamento impegna il governo perché nei prossimi mesi aumenti i finanziamenti alle scuole private. I promotori delle mozioni approvate dalla Camera durante la seduta dello scorso 6 maggio sanno che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sta predisponendo la Finanziaria per il 2010. Due delle tre mozioni che hanno incontrato il consenso dell'aula di Montecitorio, nella sostanza, chiedono dapprima di restituire alle scuole paritarie il "maltolto" (leggasi taglio effettuato con la legge finanziaria del 2009) e, successivamente, di allargare i cordoni della borsa.

Sull'esigenza di supportare le scuole paritarie, che vedono impegnata sul campo la chiesa cattolica, si è realizzato alla Camera un accordo abbastanza largo che ha coinvolto un pezzo dell'opposizione. La mozione che senza troppi preamboli chiede al governo di "incrementare le risorse destinate al sistema paritario" è quella sottoscritta da una trentina di deputati del Pdl (tra i quali Cicchitto e Cota, due uomini molto vicini al presidente del consiglio Berlusconi), della Lega e del Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo.

La questione viene affrontata partendo da molto lontano. Occorre "realizzare interventi - si legge nel testo - volti a facilitare e promuovere le condizioni per l'effettiva libertà di scelta educativa delle famiglie fra scuole statali e paritarie". Una richiesta che potrebbe addirittura apparire legittima se non determinasse il fatto che per "realizzare tali condizioni" bisogna "incrementare, fin dal disegno di legge finanziaria per il 2010, le risorse destinate al sistema paritario". Ma non solo. Per "facilitare la scelta educativa delle famiglie" è necessario "uno specifico strumento legislativo che, con risorse aggiuntive dello Stato, realizzi interventi speciali a sostegno della libertà di scelta educativa" dei genitori italiani.

I deputati hanno le idee chiare in merito. La risposta è data da "mix di strumenti quali: buoni scuola per la copertura, in tutto o in parte, dei costi di iscrizione e di frequenza in scuole paritarie; detrazioni fiscali a favore delle famiglie che iscrivono i figli presso scuole paritarie in misura adeguata a ridurre significativamente gli oneri, calibrate a scalare per le famiglie con i redditi più bassi". Sarà d'accordo Tremonti che l'anno scorso ha fatto andare su tutte le furie i vescovi italiani tagliando 133,4 milioni al sistema paritario, per poi dovere tornare sui suoi passi e restituirne 120?

Ma non basta: mancano all'appello 13,4 milioni ai quali le scuole paritarie non intendono rinunciare. E con una formula piuttosto criptica i richiedenti invitano il governo "ad adottare iniziative per recuperare le risorse mancanti affinché la situazione dei finanziamenti alla scuola paritaria per l'esercizio finanziario del 2009 ammonti sostanzialmente a quelli assegnati nell'esercizio finanziario 2008": circa 500 milioni. Cifra che ai gestori delle paritarie sembra insufficiente e che potrebbe essere incrementata di altri 100 milioni.

Anche l'Udc, con nove deputati, scende in campo a favore delle scuole paritarie chiedendo al governo di "garantire la certezza dei finanziamenti e dei tempi di erogazione delle risorse per le scuole paritarie" e "il ripristino integrale delle risorse sottratte alle scuole paritarie dalla manovra economica". Ma non solo: i deputati di Pier Ferdinando Casini battono cassa per centinaia di milioni di euro. Occorre "ripristinare per il 2009 - si legge nella richiesta - il finanziamento di 240 milioni di euro per il sistema di istruzione e formazione professionale, recuperando, inoltre, i 440 milioni di euro relativi ai due anni precedenti".

Più soft le richieste dell'Italia dei Valori, che ha proposto la terza mozione approvata dalla Camera. I deputati di Di Pietro chiedono al governo di "sostenere lo sviluppo dell'iniziativa privata nel settore formativo nell'ambito di una politica di sostegno dell'intero sistema scolastico nazionale, nel quale pubblico e privato siano coordinati nell'ottica di un sistema unico, parificato ma omogeneo".
(11 maggio 2009)
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categoria:articoli personali, da giornali e siti
venerdì, 01 maggio 2009

Questa mattina ho preso "LA REPUBBLICA" per leggere qualcosa sul primo maggio, ma in prima pagina non c'era nulla. Sembra che ormai questa sia solo  la data del concertone. La festa dei lavoratori il primo maggio è una festa che sento mia fin da piccolo, quando potevo godermi la presenza di mio padre ed avere una sua carezza con le mani callose e forti. Mi sembrava invincibile mio padre. Mi diceva sempre che quella era anche la festa delle mamme casalinghe, "perche loro lavorano più degli uomini".

Legherò sempre la festa dei lavoratori alla figura stanca ma forte di mio padre, alle bandiere rosse ed a tutti quelli che giornalmente portano avanti questo paese.

operai

tratto da: www.liberazione.it

Primo Maggio
Il punto di vista del lavoro

Gianni Rinaldini*
Il primo maggio giornata di festa e di lotta riassume in sé l'atto di nascita del movimento operaio: "8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire", rappresentò una parola d'ordine ed un obiettivo condiviso da gran parte del movimento sindacale organizzato alla fine dell'Ottocento inizio Novecento. Una data ed un obiettivo che sono indissolubilmente legati alla storia del movimento operaio, al riconoscersi per sé e per gli altri nello scenario della rivoluzione industriale, come nuovo soggetto sociale collettivo: il proletariato. Lo stesso diritto di coalizione, la libertà di associazione sono stati il risultato di decenni di dure lotte e sacrifici poiché erano ritenuti incompatibili con il libero dispiegarsi della logica di mercato dove tutto viene ricondotto alla dimensione di merce tra le merci. In sostanza, si metteva in discussione l'idea che il padrone e l'operaio, l'agrario ed il bracciante, potessero essere considerati singoli individui che "liberamente" definivano tra loro una relazione sociale di natura commerciale. É iniziato in questo modo un lungo e travagliato percorso, anche nelle sue diverse espressioni sindacali e politiche, fondato su due aspetti essenziali e decisivi:
- si afferma la presenza, in termini collettivi, di un altro interesse, di un altro punto di vista, quello del lavoro subordinato, rispetto a quello del capitale, cioè all'idea di ricondurre la nuova realtà sociale entro confini pacificati e predeterminati: quelli del mercato, del profitto, della competitività assunti come valore comune della convivenza umana. CONTINUA QUì: www.liberazione.it

 

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